Oggi siamo due squadre, una ritorna ai fondi di Nueva mentre l’altra continuerà a White Rabbit dove ormai manca poco per chiudere il ramo.

Sotto il racconto a White Rabbit è scritto da Giacomo.

Per i fondi siamo io, Alex, Riccardo, Demis, Cristian.

Entriamo con il regime idrico medio visto le pioggie di settimana, ci fermiamo a fare una risalita (Riccardo cambia programma e va a scavare risparmiando un mal di spalle ai vecchiotti…) a meno 400m il trio continua lo scavo al fondo a -530m.

Alex parte mentre io gli faccio da sicura, in poco tempo raggiunge il terrazzino che si vedeva da sotto ad una quindicina di metri circa. Attrezza e saliamo… sembra interessante… becchiamo un meandro ma sembra stretto mentre alcuni metri sopra di noi possiamo vedere la genesi ossia la testa freatica che sembra decisamente più larga.

Saliamo ancora 7/9m e sopra sorpresa… condotta che va ed una anche a sinistra… l’ aspettativa di trovare altre risalite sfuma per fortuna…

Entriamo nella condotta di sinistra che continua per una quarantina di metri impostata su faglia che taglia a 90 gradi rispetto alla condotta… purtroppo piena di fango toppa, senza aria…..

Torniamo al bivio e continuiamo attrezzando con uno spezzone di corda che ci è rimasto per evitare di scivolare per una decina di metri…

Oltre non abbiamo più niente ma la condotta continua e aria viene verso di noi… continuiamo stando attenti e la condotta continua, continua, becchiamo un bivio che gira a destra… 

Mentalmente cerco ti farmi un rilievo ( cosa assai ardua in un meandro ) e credo di essere sicuro di girare nel nulla, dopo una quarantina di metri si sente acqua e oltre becchiamo un salto, lanciamo un sasso ma scende qualche metro… strano l’ acqua si sente lontana… mi affaccio meglio sullo scivolo e ne lancio un altro… tonfo ed a orecchio diciamo trentacinque metri… che vada in un altro fondo? che sia c’attivo? sia quello che cerchiamo? boh… corda non ne abbiamo però fantastichiamo… ritorniamo al bivio ed in punto alto non ci permette di salire, allora mazzettiamo al fondo meandro e senza imbraco e strisciando in acqua e passiamo…

Continuiamo e la condotta sembra non fermarsi… spettacolo non crediamo ad i nostri occhi, sento il profumo di una bella esplorazione… la condotta continua leggermente in salita e con l’ ansia di beccare un camino che infranga i nostri sogni continuiamo in questa condotta che sembra infinita…

Ad un certo punto una curva brusca ci catapulta da una condotta freatica ad una faglia abbastanza importante, qui la condotta si alza un po’ di più ma allarga e stringe… io in certi punti passo giusto… ad un certo punto becchiamo una zona di crollo scollamento, due sassi orridi come un orco fanno da pilastro ad un passaggino scomodo… aria c’è e viene ancora verso di noi… non demordo e dopo due martellate mi ci infilo aiutato da Alex per evitare di appigliarmi a sti massoni sospesi… passo e poi mi infilo ancora tra sassi ma non vado oltre… sopra mi dà l’impressione che vada… ma serve materiale per due chiodi e salire qualche metro… di strada ne abbiamo fatta molta ed il profumo di skilometrata ci avvolge e ci inebria la mente…

Torniamo e appuriamo che il kilometro ci potrebbe stare… ma senza strumenti l’errore è a portata di mano…

Stra euforici ora l’unico pensiero è quello di raggiungere gli altri per mangiare un po’ di tortellini in brodo… la fame avanza… da lì per raggiungere i nostri soci ci impieghiamo ancora un’ ora e mezza… inizia ad essere un po’ impegnativo come posto visto anche i passaggi scomodi sulla strada… li raggiungiamo e becchiamo Cristian (ormai per noi Pacca) che ha montato la tenda di Progetto in una saletta, in un posto asciutto e comoda ad una trentina di metri dallo scavo… 

Ci raggiunge anche Riccardo e subito dopo Demis… la loro faccia mostra la fatica dello scavo ma l’eco del rombo dell’ acqua che ci raggiunge tiene vive le speranze di raggiungere quello che stiamo cercando…

Raccontiamo loro la nostra esplorazione ed intitolando la risalita ”Grazie Riccardo” in onore a chi si è sacrificato regalandoci centinaia di metri esplorati…

Togliamo le tute e con fornello acceso in tenda entriamo ad assaporare i tortellini che a queste profondità fanno un baffo alle cene di Grandi chef dormiamo anche un’ oretta tra i profumi di oriente…

Suona la sveglia e quindi tutti fuori, io sono un po’ “ngioät” ossia bloccato come un lucchetto arrugginito in fondo al mare… 

I tortelli si fanno sentire e per qualche centinaio di metri siamo appesantiti… ma dopo il pozzo a cuore ripartiamo ed in 5 ore siamo fuori…

E mattina… una colazione salata ci accompagna fino a casa… a nanna…

Navigatore!!!? Quanto manca a destinazione?????…….1 chilometro!!!!!

Gianluca

Il racconto a White Rabbit di Giacomo.

Sulla chat di gruppo imperversano messaggi, sono tutti carichi per una punta al fondo di Nueva Vida. La mia forma fisica però non è delle migliori e

d’ accordo con Federico optiamo per un giro più breve e meno profondo: destinazione White Rabbit!

Alle 09:30 la squadra White Rabbit è già pronta e cambiata: siamo io, Federico e Stefano. Per me è la prima volta a Nueva Vida e l’emozione è tanta. Procediamo piuttosto rapidi e Federico si smazza il sacco più pesante con le corde e parecchio materiale, l’obiettivo infatti è quello di risalire il camino terminale del ramo, la cui base è stata raggiunta nel 2024.

In breve tempo ci catapultiamo lungo l’ infinita forra/meandro che costituisce uno dei due collegamenti noti e percorribili tra Bueno Fonteno e Nueva Vida. I lavori di sistemazione fatti negli anni si vedono, ma ovviamente la tuta, l’ imbrago e le persone continuano ad incastrarsi!

Il regime idrico è nella norma, quindi al bivio per White Rabbit ci accoglie una simpatica cascatella che si riesce facilmente ad evitare. Risaliamo qualche saltino ed è qui che scopriamo la verità su White Rabbit: due simpatici meandri bassi e bagnati (grazie Fede). Riusciamo agilmente ad evitare il bagno e in 3 orette circa, dopo un breve spuntino, circa alla fine del ramo.

Eccolo lì il camino, purtroppo molto più alto di quello che ci ricordavamo e soprattutto con tanto materiale a disposizione già in grotta (grazie Fede). La luce di Stefano comunque ci permette di vederne la cima del camino… che cima non è! Infatti dopo 20/25 m verticali ed un’uscita un po’ strettina, il camino da su un ambiente sicuramente percorribile. Si ha quasi l’ impressione di vedere un meandro… conviene salire!

Fede alle 13:30 è già operativo, sale veloce e in sicurezza, limando tutto il materiale in bilico lungo le pareti del camino (la solita selce…), Stefano fa sicura al riparo.

Dopo due orette finiamo gli attacchi e siamo costretti a rientrare, impacchettiamo gli zaini e lasciamo altro materiale utile per le prossime attività. Durante il rientro sistemiamo un paio di armi e aggiungiamo degli spezzoni di corda su dei passaggi non banali e in tre orette circa siamo fuori.

Salutiamo il pipistrellino che dorme appisolato sul primo pozzo di Nueva Vida e ci cambiamo velocemente (anche per il freddo), meta pizzeria.

Il ramo promette ancora e la risalita sembra molto valida: anche in questo settore c’è la possibilità di esplorare ancora. Se davvero dovesse continuare il ramo, forse sarebbe il caso di sistemare un paio di meandri/strettoie scomodi, che rallentano notevolmente la progressione e usurano articolazioni. Uno di questi è appena prima del camino terminale ed è lungo 50 m (grazie Fede).

Che dire, Nueva e Bueno non smettono mai di stupire!!

Giacomo