Partecipanti PS: Samuele P. Gianluca P. Alessandro M. e Riccardo T.

Partecipanti gruppi esterni: Demis B. (Nottole)

Oggi siamo in cinque: io, Demis, Gianlu, Pende e Ale. L’obiettivo dell’uscita è tornare sul fondo fossile di Nueva Vida a -530 m e continuare lo scavo iniziato le volte precedenti. La speranza non è molta, ma siamo comunque molto carichi perché è ormai da un po’ di tempo che non torniamo sui fondi. La progressione procede tranquilla ma senza pause e in tre ore siamo alla tenda.

Ormai per lo scavo siamo iper attrezzati tra pale, palette, cazzuole e taniche; in più Demis questa volta si è procurato delle tute impermeabili per non infradiciarci troppo durante il lavoro. Le indossiamo io e lui e iniziamo ad alternarci durante lo scavo per non stancarci troppo. Lo svizzero ci dà subito dentro come la volta scorsa, io un po’ meno: il morale non è dei migliori e il posto, fangosissimo, non aiuta. Nel mentre gli altri ci danno una grande mano portando indietro le taniche piene di fango per scaricarlo a circa 30 m dal fronte di scavo.

Dopo quattro ore vado un attimo a riposarmi al campo e poco dopo mi raggiunge Demis; nel frattempo ci dà il cambio Gianluca. Torno dopo non molto e, aiutando gli altri a portare le taniche, scopro che Gianluca è avanzato in pochissimo tempo di quasi 3 m nello scavo (che forza della natura!) e che di lì a poco intravede un punto in cui sembra allargare. Siamo increduli: dopo un lavoraccio lunghissimo forse si intravede la fine. Poco dopo torno sul fronte e provo a passare: non riesco! Continuiamo per un altro po’ e ci riprova Demis: FINALMENTE SI PASSA! A turno, uno a uno, oltrepassiamo la strettoia e poi, in gruppo unito, iniziamo a esplorare.

Dopo pochi metri stretti incontriamo una prima saletta: a monte un camino con una cascata, a valle un attivo di discrete dimensioni che scende. L’ipotesi che il rumore che si sentiva fosse acqua era vera! Siamo al settimo cielo. Seguiamo l’attivo in discesa e dopo un centinaio di metri incontriamo un altro attivo; l’ipotesi è che sia quello che arriva dal fondo del sifone che avevamo trovato poche uscite fa sotto il Pozzo a Cuore. Dopo una ventina di metri, con stupore, troviamo un terzo attivo, gigantesco! Che sia l’acqua che va a perdersi nel ramo C’Attivo? Proseguiamo diretti e, dopo 150 m di galleria dalle morfologie mozzafiato, tra laghetti e cascatelle, terminiamo la discesa in un sifone di grandi dimensioni. Qui il rilievo ci permetterà di capire meglio quanto manca per arrivare al sifone a monte del ramo di Fangul.

Al ritorno ci infiliamo nel ramo attivo dalla portata maggiore e, dopo una parte iniziale un po’ più stretta, finiamo in una galleria che si sviluppa in un interstrato inclinato di circa 30°, molto largo e con altezza variabile; qui l’acqua forma dei canali intrecciati spettacolari su un fondo di roccia di colore molto scuro. Lo seguiamo per circa 500 m tra passaggi più o meno comodi e ambienti molto ampi, fino a quando non troviamo un grande crollo che va a sifonare la galleria, bloccandoci il passaggio.

Nel tornare indietro buttiamo l’occhio su diversi freatici che si trovano lungo il percorso: sarà bene controllarli meglio alla prossima uscita. Raggiungiamo il secondo arrivo d’acqua e scopriamo che sifona dopo poco, come ci aspettavamo; infine torniamo al primo bivio, dove diamo un’ultima occhiata al primo arrivo d’acqua, dove ci attenderà una risalita da fare nelle prossime uscite.

Sono quasi le 11 e decidiamo quindi di tornare al campo per mangiare qualcosa di caldo e riposarci un attimino. Per l’ 1:30 iniziamo a uscire con molta tranquillità; siamo stanchissimi e, dopo sei ore di progressione, siamo fuori.

Anche oggi è stata una giornata indimenticabile: illuminare per la prima volta certi ambienti ci fa assaporare una parte di quello che hanno provato i primi esploratori che sono scesi in questa grotta e adesso, forse, proveremo un pochino meno di “invidia” ;

Ci tengo infine a ringraziare la super squadra che, in questa e nelle scorse uscite, ha contribuito a questo scavo impegnativo e in particolar modo Cristian, che purtroppo oggi non è riuscito a esserci.

Riccardo.