Partecipanti PS: Gianluca P. Riccardo T. Federico B.

Partecipanti gruppi esterni: genitori di Riccardo (entrambi speleo)

Oggi siamo io Riccardo e Federico per continuare le esplorazioni a Alpino Assassino e (decisione presa all’ultimo) di fare ricerca con artva interno esterno per ttrovare il punto e la distanza dall’esterno del possibile sbocco e terzo ingresso; per questo i genitori di Riccardo (entrambi speleologi)  ci daranno una mano in esterno per l’intento.

A questo giro il regime idrico è nella norma e quindi saliamo con destinazione Alpino assassino.

In due ore e mezza siamo oltre strettoia, i ragazzi viaggiano e non sentono la fatica mentre io cerco di tenere il loro passo… giunti al salone della faglia depositiamo i sacchi ed i materiali.

Io faccio un sacco con materiale e mi dedico alla frana mentre nel frattempo i ragazzi vanno nel ramo a monte per fare la ricerca.

Riesco a rompere e a spostare alcuni massi creando un passaggio alla base della frana, ovviamente il soffitto fa un pò paura… ma mi ci infilo lo stesso e riesco ad avanzare una decina di metri dove passo a misura e stando attento a quello che tocco;  in fondo la frana mi mancheranno un paio di metri e vedo un buco con un ambiente oltre… cavolo… non posso fidarmi a toccare qualcosa anche perchè ho vicino a me materiale non troppo grosso e non ho voglia di fare la fine del topo…

Vedo quindi di uscire e tentare a soffitto, salgo, sposto qualche masso… i rumori non sono rassicuranti… pero dopo una mezz’ora riesco ad aprire un passaggio che ne collega un altro che sembra costeggi la parete e quindi potrebbe essere fattibile fare un tentativo.

Il passaggio è al limite per me ed il soffitto è un lastrone di una trentina di cm da 6mx8m…

Nel frattempo posso solo tentare di creare lateralmente al passaggio un muretto di sostegno perchè valutarne un livello di sicurezza non è possibile.

Arrivano Fede e Riky… mi dicono che dall’esterno ci siano 39m… osti, ma come,  resto deluso e scettico sulla cosa… ma poco dopo Riky vuota il sacco e mi dice che ci sono quattro metri scarsi di distanza…wow!!!!!!!!!

Le radioline di progetto hanno permesso di parlare con l’esterno e rendere la cosa più facile e precisa, innoltre battendo sul terreno in esterno all’interno si sentiva chiaramente e pure viceversa…

Questa è un ottima notizia, ormai siamo in una delle zone più remote del complesso ed avere la possibilità di avere un ingresso sarebbe una sicurezza in più!

Federico prova ad infilarsi nel passaggio creato… entra fino a non vederlo più… gli manca poco per vedere cosa ci sia oltre ma torna indietro perchè non se la sente e ha l’impressione che all’uscita ci sia un masso instabile. 

Niente… quindi torniamo alla fratturona e i ragazzi iniziano un traverso per raggiungere un punto da dove usciva un botto di acqua…

Mentre attendo il vento che arriva dalla frana mi congela e quindi decidodi dare un ulteriore occhiata… tolgo l’imbraco e mi infilo sotto il lastrone spostando materiale fino ad arrivare alla parete e quindi essere fuori da quel mega macigno, mi trovo contro la parete di sinistra e sopra di me una leggera volta fa da ponte ai massi sulla mia destra… passo preciso… ed avanzo sposatando un sasso alla volta fino ad arrivare quasi allo sbocco…

Con la mazzetta tasto il masso che diceva Fede e vedo che non balla… scavo un pò sotto per passare ed oltre vedo largo decido di provare ad uscire perchè al massimo mi potrebbe scivolare sulla schiena e visto che sarà al max una quarantina di kg esco…

Oltre, una condotta transitabile ci aspetta…. guardo dietro e la frana non mi da preoccupazioni particolare a parte il lastrone, quindi avanzo a vedere cosa ce, mi faccio un centinaio di metri accompagnato dalle ormai solite colate scenografiche… però poi mi fermo e torno dai ragazzi. Passo la strettoia trattenendo il respiro per paura che anche una scoreggia possa muovere qualcosa…

Vado dai miei soci e loro hanno già capito…

Riky raggiunge la condotta entra e dopo una decina di metri si ferma e chiude… sopra pero vediamo che c’è ancora una finestra e quindi ipotizziamo che ci sia qualcosa e che lo scolo sia dove entrato Riccardo.

Attrezza per una futura continuazione e poi ci dirigiamo in esplorazione.

Passiamo tutti ed illesi proseguiamo topografando fino ad arrivare ad un bivio che porta acqua, ma seguiamo la via più grossa, facciamo in libera due salti e contnuiamo ancora entusiasti anche perche l’aria si sente ed è netta.

Beccchiamo un altro biviodi cui una via impostata su faglia, una grossa faglia, seguiamo quella condotta e becchiamo alcuni camini non piccoli ed alti anche una trentina di metri super concrezionati, andiamo fino in fondo passiamo alcuni punti stretti e poi io mi fermo perche stretto, passano Fede e Riky che raggiungono un’ altra saletta e poi arrampicano fino a trovare una risalita che richiede alcuni chiodi, qui l’aria è ancora decisa in entrata.

Niente ritorniamo al bivio e la condotta porta ad una saletta dove ci sono diversi buchi da vedere uno anche che scende ma che a rilievo ripunta da dove siamo arrivati… qui c’è da vedere bene tutto e capire perche una parte di acqua sparisce e non sappiamo dove vada…

Entusiasti ritorniamo avendo topografato un 260m nuovi che puntano in alto…

In tre orette usciamo e all’alternativa davanti ad una pizza discutiamo e fantastichiamo su cosa fare...

Gianluca