Partecipanti PS: Gianluca P.

Partecipanti gruppi esterni:

Samuele P. Michele B. (GSB Le Nottole),

Alessandro M. Riccardo T. Federico B. (Gruppo speleo Montorfano),

Teresa L. Claudio D. (Gruppo grotte Brescia).

Questo weekend in programma ci sarebbe un  uscita  di riarmo a fangul , un ramo nell’abisso di bueno fonteno, fangoso e in alcuni punti anche concrezionato e con affascinanti colate che accompagnano i pozzi in stupende vasche di acqua.

Il riarmo consiste nel riattrezzare attacchi e corde nuove per avere una progressione sicura e comoda sostituendo quelli vecchi allo scopo  esplorativo ma anche di studio delle acque.

Oggi siamo in un bel gruppo e siamo in nove, ci troviamo per le 8.00 per una colazione e poi partiamo in direzione valle di Fonteno.

Nota dolente che Michele ha dimenticato gli scarponi ma decide di entrare lo stesso con le Vans.

Entriamo per le nove, siamo abbastanza veloci nonostante non siamo in pochi, il regime idrico è nella norma ed in due ore siamo al bivio per fangul.

Scendiamo fino ad arrivare a circa -300m tra pozzi vaschette fango fino all’ultimo vero pozzo.

Qui organizziamo tre squadre io e Samuele per smussare alcuni passaggi scomodi.

Teresa, Federico, Alessandro e Michele squadra riarmo 1.

Claudio, Demis e Riccardo squadra 2.

Si scende fino a quasi -400m dove squadra 1 ha da riarmare un traverso da 15m e due sali/scendi da 10m circa, mentre la squadra due riattrezza il pozzo da 40m che ci fa scendere alla carrettera, una parte attiva della grotta senza fango, che non ho mai visto, esplorata 17 anni fa e non più rivista da allora.

Io e Samuele nel frattempo cerchiamo con punta mazzetta e leverino di addolcire alcuni passaggi scomodi e rognosi.

Dopo qualche ora raggiungiamo squadra 1 che sta quasi terminando il lavoro, noi ci fermiamo per agevolare un altro passaggio scomodo e poi dopo aver mangiato qualcosa continuiamo verso la squadra di Claudio che ha quasi terminato il lavoro.

Io prima di uscire vorrei vedere la parte terminale di questo ramo se possibile per le future esplorazioni, infatti poco prima della fine ci si imbatte su un grosso camino da risalire che ai tempi non si vedeva la cima.

Arrivati al pozzo incrociamo Claudio che ci avvisa che hanno quasi finito, restano solo alcune sistemazioni, quindi io e Samuele scendiamo per raggiungere Michele, Riccardo e Demis.

Il pozzo è stupendo con una mega colata di concrezione che termina sulla parte attiva.

In fondo ci troviamo in una forra pulitissima con un bel arrivo di acqua a monte a cui si deve aggiungere quella della cascata da dove siamo arrivati.

Beh…. non perdiamo tempo e continuiamo seguendo l’acqua, siamo soli, gli altri sono gia avanti.

Il paesaggi è fantastico, ne è valsa la pena, oltrepassiamo un sassone in una sorte di restringimento e pozze che non abbiamo voglia di sondarne il fondo (forse non si tocca nemmeno) fino ad arrivare ad una cordicella per salire 5m e poi scendere.

Stiamo leggeri perchè alla fine gli attacchi hanno 17 anni .

Dopo qualche minuto incrociamo Michele Demis e Riccardo che stanno tornando e ci avvertono che ci sono dei passaggi un pò rischiosi.

Riccardo si offre di accompagnarci ed infatti i passaggi non mi piacciono senza corda, alti e non abbastanza stretti da appoggiare le braccia, a gambe aperte e cauti  fino al punto più stronzo dove per passare si appoggiano i piedi a sinistra e le mani a destra  perchè  le gambe non arrivano… passato il peggio dopo qualche decina di metri becchiamo un passaggio a sinistra da cui arriva acqua ed ipotizzo sia la condotta che porta a caminazzo.

Saliamo a vedere, vediamo di fattibile una risalita di una dozzina di metri per raggiungere altra da dieci metri ed in cima si vede un passaggio apparentemente fossile.

Un arrivo di acqua interessante e si ipotizza che ci sia anche una condotta.

Continuiamo ancora ed arriviamo al caminazzo un diametro di una quindicina buoni di metri e alto… molto alto, sparando la luce di profondità ci saranno una cinquantina di metri da risalire apparentemente facile perchè pulitissimo, speriamo che in cima la roccia sia bella e non crepata.

Quello che non si capisce è quando c’è acqua se la cascata potrebbe intercettare le possibili corde, ma quello si vedrà.

Ritorniamo sulla condotta principale e andiamo a vedere il fondo che si trova ad un centinaio di metri ad occhio.

Il fondo sifona con il soffitto che si abbassa e con una decina di centimetri di acqua che scorrono sul fondo per tutta la larghezza della condotta.

Direi non ci siano possibili possibilità di continuazione.

Quello che fa senso è che a soffitto (alto 1,40) ci sia schiuma incollata, ciò sta a significare che in piena li si allaga tutto…

Per ora è abbastanza, abbiamo visto tutto e ritorniamo indietro.

Giunti al p40 io e Riccardo fissiamo in acqua i captori per i futuri traccianti che faremo.

Mentre Riccardo sale io salgo a monte per vedere il sifone, in effetti è un bel sifoncino largo transitabile e sembra scendere un tre metri con acqua corrente che mantiene limpida la visibilità, apparentemente non mi dà l’impressione che sia lungo… andrebbe rivisto da uno speleosub .

Sono le due di notte e ormai siamo rimasti io Samuele Riccardo e Claudio, gli altri sono già partiti.

Usciamo per le 6 di domenica con un ottimo risultato.

Dal mio racconto sembra che i miei compagni abbiano fatto poco ma invece non è così, hanno fatto un gran lavorone, bella squadra oggi!!!

In loco resta una sacca con corda una 40m e 4 attacchi fixati da m10.  

Adesso andare al fondo sarà molto più semplice anche se il ramo è uno dei piu tosti del complesso.

Ora resterebbe da attrezzare i passaggi nella carettera per renderlo sicuro e poi si può continuare ad esplorare!!!

Gianluca