Partecipanti: Gianluca P. (Progetto Sebino) Michele (GSB Le Nottole) Teresa, Marco e Mery (Gruppo Grotte Brescia)

Un mercoledì sera qualunque il Pota entra in sede ed esclama “Il Grip ci ha chiesto se ci troviamo un martedì sera a cena, chi viene? Dai, facciamo una macchinata” …e, in men che non si dica, ci ritroviamo a Sarnico io, Pota, Mauri, Craudio e Mak con un po’ di “gentaglia” sebinica. Inizia così una serata caratterizzata da infinite risate e racconti e, soprattutto, arriva l’invito: “ma se volete andare in grotta con noi, quando volete! Basta organizzarsi”.  

Il venerdì successivo arriva un messaggio del Vez a Craudio e tra un po’ di passaparola, mi mettono in contatto con il “pischello” Gianluca: domenica vuole andare nel ramo “Fangul” a riarmare la parte terminale a -400 per un tracciamento delle acque che hanno in programma. Così, tra un po’ di organizzazione e convincimento dei giovani del GGB, mi ritrovo con Marco e Mary che hanno voglia di venire.

Domenica mattina incontro alle 7 alla forneria “Minuscoli Endine” per un caffè, e via, si parte: oltre a noi, ci sono Gianluca e Michele.

Bueno Fonteno fin da subito ti fa dire “ma che bestia è…maledetti!!” E per me, rientrata dalle Filippine con ancora immensa nostalgia delle grotte tropicali, alcuni passaggi me le ricordano lontanamente; invidio chi ha trovato questo gioiellino! La progressione è veloce; Gianluca apre la strada, io dietro di lui e poi gli altri, che ci raggiungono man mano.

Tutto è bello, pulito, abbastanza acquatico fino a quando non abbandoniamo il ramo principale e capiamo così bene perché Fangul è veramente un posto di m….: non mi ricordavo il tempo di infangarmi così tanto in grotta…. Ma poco importa, il posto è nuovo, la compagnia bella e si ha voglia di arrivare alla meta il più velocemente possibile.

Peccato che, man mano si prosegue, ci accorgiamo come tutto sia stato affrontato in modo speditivo ed esplorativo, così, per progredire in sicurezza, iniziamo ad armare alcuni pozzetti, mettiamo staffe nelle marmitte dove chi è nano come me avrebbe un’unica soluzione: entrare in acqua!

E così, tra racconti e risate e prese in giro per le storiche faide tra bresciani e bergamaschi, Gianluca e Michele inventano un nuovo metro di misura: la “wild gamba”, ovvero la mia capacità di spaccata. Questo per mettere le staffe alla giusta distanza e non fare finire in acqua le nane bresciane.

Continuiamo a progredire in questa bella forra che, nonostante il fango non ti molli mai, regala passaggi belli e suggestivi.  

Ad un certo punto, mentre io e Gianluca stiamo armando, arriva Michele e ci dice “i ragazzi vogliono uscire”. Un po’ stranita vado da loro e scopro che Marco non sta molto bene e preferirebbe tornare indietro. Per maggior sicurezza decido di uscire anch’io, così le strade si dividono: Gianluca e Michele continuano a scendere, portando la corda sul pozzo che armeremo la prossima volta e controllano qualche risalita, mentre Marco, Mary ed io iniziamo a risalire.

Si risale con calma: Mary ha da poco finito il corso, Marco non è in forma, ma, con tranquillità, si prosegue… riusciamo anche a ridere quando Mary, stufa dei vani tentavi di evitare l’acqua, ci finisce dentro a piè pari. 

Alla fine i sebinici ci raggiungono quando io sono ormai a metà della prima corda del pozzo Fonteno Beach, così si esce tutti insieme, giusto in tempo per andare all’Alternativa per la pizza che alcuni sognavano già in grotta.

È sempre bello fare nuove amicizie, e la compagnia di domenica è stata proprio bella e divertente. Che altro dire?? Beh! Alla prossima!!!

Teresa