Partecipanti PS: Gianluca Perucchini

Partecipanti gruppi esterni: Roberto Facheris, Ilaria Bonaccina, Ottavia Piana (speleo CAI Lovere), Alborghetti Battista (GSB Le Nottole).

Ad inizio settimana i presupposti erano di essere solo in due ma poi come al solito le cose si evolvono e  si è creato il solito bel gruppo.

Solito ritrovo ed entriamo con la convinzione che il ramo “Madagascar” possa continuare dopo la risalita da fare.

Nel tragitto in prossimità di Endine becchiamo un bel temporalino che sfiora leggermente la valle di Fonteno .

Infatti all’ingresso troviamo un bel vento fresco…di acqua invece non se ne vede molta.

In un ora e mezza siamo alla all’imbocco per Madagascar e dopo un 40minuti siamo al punto da risalire.

Il ramo all’inizio è un pò strettino ed impostato su meandro; salendo si incontrano tratti anche di grandi dimensioni, fino alla parte terminale dove ci troviamo in una sala/meandro con una base di massoni in alcuni punti instabili che mettono in guardia Roberto tutt’altro che tranquillo.

Io e Roberto pensiamo alla risalita che di per sè non sembra niente di che in quanto a difficoltà tecniche o tempo da investire infatti dopo un 8 chiodi giungiamo in cima.

Brutta notizia…quello che sembrava uno pseudo meandro in realtà prosegue per 5m a salire e termina a soffitto in una zona di crollo con fango…

Mi incuriosisce l’aria che viene verso di noi ma dopo un breve sondaggio capisco che è meglio lasciare perdere perchè troppo pericoloso: i macigni si muovono ed è anche stretto… in pratica possiamo dire che il ramo chiude.

Possiamo ipotizzare di non essere troppo lontani dalla superficie.

Nel frattempo Ilaria e Battista provano a forzare un passaggio stretto sempre nella stessa sala, avanzano un paio di metri ma poi stringe diventando intransitabile. Un’altra via che chiude.

Nella sala c’è un altro punto che rivediamo meglio (ci era parso interessante in prima battuta) ma guardando meglio notiamo che non vale la pena risalire in artificiale: si vede chiaramente il tappo a soffitto non proprio simpatico…

Disarmiamo tutto il disarmabile e, prima di scendere al P 20 (ramo “Contr’Aria”), ci arrampichiamo nella parte alta del meandro in un passaggio stretto ma la cosa non porta a niente.

Nel frattempo Ottavia ha topografato l’ultima esplorazione fatta ad “Ululì Ululà” rilevando 150m di grotta ed ha avuto anche tempo di disarmare il tratto di progressione topografata.

Ormai è tardi, meglio uscire e in un paio di ore siamo fuori.

La serata termina davanti ad una pizza e bibita fresca in riva al lago.

Gianluca