Speleo Valtrompia
"Nella preistoria del gruppo vediamo alcuni personaggi, maschi giovanissimi, aggirarsi per i monti della Val Trompia, con tute da meccanico e con caschi incredibili, da quello dei pompieri per i giochi dei bambini, a quello a scodella stile dopoguerra per andare in motocicletta, a quello della fanteria della prima guerra..."

Nel 1980 nasce su iniziativa di cinque soci fondatori il Gruppo Grotte Inzino, raro esempio di nascita spontanea di un gruppo speleologico.

I primissimi anni sono frenetici: il gruppo cerca di darsi un’organizzazione interna e contemporaneamente si cerca di capire cosa è realmente la speleologia non solo leggendo libri, ma soprattutto praticandola. Si visitano grotte orizzontali e le prime grotticelle verticali ed i primi pozzi di cavità già conosciute con scalette prese in prestito o con i “Prusick”. Nel frattempo si prendono contatti con i gruppi di Brescia città, e, dopo aver fatto il corso di speleologia presso il Gruppo Grotte Brescia per imparare bene la tecnica di sola corda, nel 1982 alcuni soci partecipano alla spedizione speleologica in Turchia organizzata con lo Speleo Club Tanaro.

Nello stesso anno si apre la collaborazione con il C.A.I. Gardone Val Trompia, di cui diveniamo parte, ed il gruppo acquisisce sempre nuovi membri, fino ad arrivare ad una quarantina d’iscritti. I nuovi introiti forniti dalle tessere dei soci ci permettono così di avere finalmente una buona disponibilità di materiale in magazzino.

Intanto il gruppo si radica sempre più nel territorio e si fa conoscere con mostre fotografiche ed attività didattiche nelle scuole e nelle colonie estive sul Monte Maniva; Gardone VT resta il nucleo operativo, ma la sua attività copre tutta la valle e si estende poi all’entroterra iseano alla ricerca di nuove cavità naturali: nel 1983 vengono inserite le prime tre grotte rilevate dal GGI nel catasto della Lombardia orientale.

Contemporaneamente iniziano le esplorazioni al 330 LO Fieraröl di Vesalla, a Polaveno, con l’Associazione Speleologica Bresciana, esplorazioni che proseguiranno a più riprese nel corso degli anni, tanto da rendere il Fieraröl la grotta “madre” del nostro gruppo, e la prima uscita in grotta per gran parte dei nostri corsisti. Dal 1982 al 1985 le esplorazioni portano alla scoperta di numerosi nuovi rami e del fondo attuale della cavità; si riprende poi dal 1992 al 1994, quando alcune risalite nei rami laterali portano alla scoperta d’ulteriori ambienti, fino ad arrivare ad una frana a pochi metri dall’uscita a cielo aperto, che rende impossibile l’individuazione dello sperato secondo ingresso.

Negli anni ‘90 il gruppo s’impegna attivamente per salvaguardare la stessa cavità e la risorgenza collegata denominata Büs del Töf dall’inquinamento dovuto al percolamento degli scarichi fognari degli abitati soprastanti: in seguito ad un anno di campionamenti ed analisi delle acque e delle concrezioni si è potuto così documentare il danno ambientale e far attuare alle amministrazioni provvedimenti per farlo cessare.

L’operato del gruppo non si limita alle sole discese in grotte conosciute e non, ma si rivolge anche alla salvaguardia delle stesse e del patrimonio acquifero valtrumplino, con interventi di ripristino e pulizia di numerose cavità (una su tutte l’intervento al Büs del Frà 01 LO) e con la pratica del torrentismo, che permette nuovi metodi d’esplorazione in superficie. Ci si dedica inoltre alla formazione di nuove leve mediante i corsi annuali di introduzione alla speleologia e si partecipa ai Convegni nazionali, alle Commissioni regionali C.A.I. per la speleologia e a campi speleologici estivi.

Nel novembre del 1991 il vecchio Gruppo Grotte Inzino C.A.I. Gardone VT cambia denominazione e diventa Speleo C.A.I. Valtrompia, per poi tornare autonomo a metà degli anni ’90 con la denominazione attuale di Speleo Valtrompia; nel frattempo l’organico continua a cambiare, con alcuni membri che cessano l’attività e con altri che ritornano o arrivano da altri gruppi, ma verso la fine degli anni ‘90 il gruppo vive un periodo di stasi, anche a causa della mancanza di una sede stabile.

L’incontro al Convegno nazionale del 2005 con alcuni esponenti del Gruppo Speleo C.A.I. Montorfano crea un’alleanza d’intenti e nel 2006 nasce il primo corso di speleologia in collaborazione tra GSM e SVT.

Il 2006 si rivelerà un anno di svolta: l’assegnazione di una nuova sede nei locali comunali di Marcheno dà una spinta decisiva al gruppo, permettendo una riorganizzazione interna e la possibilità di proporre al pubblico nuove attività volte a far conoscere meglio la speleologia, quali serate di proiezione, gite organizzate e progetti di educazione ambientale nelle scuole.

Sempre nello stesso anno con gli ormai amici del GSM si prende contatto con altri due “piccoli” gruppi dei dintorni: G.S. Valle Imagna e Speleo C.A.I. Lovere... poco dopo i contatti si moltiplicano e... nasce il Progetto Sebino, che pian piano moltiplica sempre più gli entusiasmi ed i fronti di attività.

Il gruppo ad oggi è affiliato alla Società Speleologica Italiana ed è sede della Scuola di Speleologia Valtrompia, che promuove ogni anno in primavera un corso di introduzione alla Speleologia; conta 16 membri dei quali 5 Istruttori di Tecnica Speleologica e 3 Aiuto Istruttori, e per chi volesse conoscerci si riunisce tutti i giovedì sera dalle 21.30 in poi c/o la propria sede di Marcheno.