Speleo CAI Lovere
Il gruppo speleologico CAI Lovere nasce su iniziativa di Roberto Ziglioli, personaggio infaticabile, amante della montagna e bramoso di conoscenza, soprattutto verso quel fenomeno carsico che prende il nome di “grotta”. Prima della costituzione del gruppo, Roberto coltiva questa passione a livello dilettantistico con la complicità di alcuni soci della sezione CAI di Lovere, fino a quando, stanco di girovagare in cerca di buchi, senza un risultato concreto della propria attività, decide di intraprendere in maniera più seria questo argomento e, con l’aiuto della Scuola di Alpinismo e del Consiglio, istituisce nel 1980 presso la Sezione CAI di Lovere, la Commissione Speleologica.

La prima azione intrapresa del neo costituito gruppo speleologico fu quella di prendere contatto con le altre realtà speleologiche presenti sul territorio bergamasco e bresciano, in modo da acquisire maggiori conoscenze anche attraverso esperienze condivise. In poco tempo i rapporti si intensificarono portando ad una notevole crescita culturale, tecnica e scientifica del gruppo loverese. Iniziarono numerose collaborazioni, soprattutto con il gruppo speleologico “C. Allegretti” di Brescia e il gruppo speleologico “Le Nottole” di Bergamo. Con quest’ultimo si svilupparono lavori di ricerca ed esplorazione di cavità naturali nelle vicinanze di Lovere, terminati con il rilievo e il catasto delle stesse. Ad oggi questa forma di collaborazione perdura, soprattutto con la partecipazione alle punte esplorative negli abissi del Monte Arera.

Nel 1990 il gruppo conta cinque Istruttori di Speleologia della scuola CAI, con i quali vengono organizzati numerosi corsi di introduzione alla speleologia sempre molto frequentati. Lo stesso anno organizza a Boario Terme un convegno nazionale dal tema “A come acqua, un bene non illimitato”, a cui partecipano relatori di livello nazionale. Sempre in quel periodo partecipa ad una spedizione nella Francia nord orientale in collaborazione con speleologi Belgi.
Negli anni successivi il gruppo aderisce all’Ente Speleologico Regionale Lombardo, confermando e rafforzando ulteriormente i rapporti con gli altri gruppi speleologici regionali.

La fortunata presenza all’interno del gruppo, di persone qualificate in campo geologico e speleologico, come il Prof. Abbate Rosario e successivamente il Prof. Marino Antonio, rese possibile lo sviluppo di vere e proprie ricerche speleologiche di interesse scientifico, culminate con l’edizione delle monografie: “Notizie generali sulle cavità naturali di Monte Cala e dintorni di Lovere”, “Considerazioni sull’idrologia e sul carsismo nel settore Nord-Occidentale del Lago d’Iseo” e “I laghetti di Esine: uno sguardo retrospettivo ed un aggiornamento”. Studi che poi vennero presentati ai vari congressi regionali e nazionali.

La crescente voglia di esplorare nuovi ambienti sotterranei si scontrò presto con la realtà dei sifoni e delle sorgenti carsiche che impedivano il proseguo di importanti esplorazioni. Questo spinse alcuni membri del gruppo ad intraprendere corsi specifici di subacquea al fine di ottenere il brevetto di “speleosub” e con esso le conoscenze necessarie al superamento di questi ostacoli naturali. Le nozioni acquisite furono presto utilizzate per l’esplorazione di alcune importanti sorgenti carsiche, tutt’oggi ancora in fase di esplorazione.

Sempre con l’intento di accrescere le conoscenze tecnico-culturali proprie ed altrui, il gruppo organizzò nel 1998 un corso di aggiornamento e specializzazione di topografia, durante il quale si diedero le basi teoriche e pratiche per l’esecuzione di rilievi delle cavità ipogee.

Il cammino del gruppo è proseguito fino ad oggi continuando lo studio delle grotte, lavoro supportato anche dalla collaborazione sempre puntuale del Prof. Aldo Avogradri, curatore del Museo Civico di Scienze Naturali di Lovere, da sempre amico e sostenitore della speleologia, attraverso il quale abbiamo potuto approfondire diversi aspetti scientifici.
Il gruppo speleologico CAI Lovere attualmente, nelle sue varie attività, porta avanti lo spirito originario del suo fondatore, mantenendo sempre costanti i quattro punti cardine della speleologia: ricerca, esplorazione, documentazione e divulgazione, naturalmente senza precludere il lato ludico tipico di chi pratica la speleologia.

Negli ultimi anni il gruppo, nel tentativo di rendersi parte attiva della speleologia provinciale, ha aderito in collaborazione con altri gruppi speleologici operanti sul territorio bergamasco, alla verifica del catasto delle cavità naturali della provincia, ottenendo nel contempo il giusto know-now che permette una costante visione della realtà speleologica a noi più vicina.

Ogni anno il gruppo organizza il corso di introduzione alla speleologia sotto l’egida della Scuola Nazionale di Speleologia CAI e con la preziosa presenza di due Istruttori di Speleologia CAI.
Nel periodo scolastico invece vengono organizzati mini-corsi presso le scuole primarie e secondarie della zona, per avvicinare i giovani al mondo sotterraneo.

I membri del gruppo mantengono viva la collaborazione con la comunità locale non solo grazie alla sede sezionale presso l’Accademia Tadini, aperta ogni venerdì sera, ma anche grazie alle escursioni programmate presso la miniera Quattr’ossi, che da sempre conosciamo e ci affascina con le sue forme e i suoi colori.
Con essa portiamo alla conoscenza dei giovani quell’attività che un tempo saziava la valle e manteniamo viva la memoria di quelli che la miniera l’hanno veramente vissuta. Una memoria tenuta in vita grazie anche alla S. Messa in miniera, organizzata nel periodo natalizio in collaborazione con l’amministrazione comunale e la sezione CAI di Pisogne.