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| Progetto Sebino |
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esplorazione e ricerca speleologica
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Gruppo
Speleologico Valle Imagna Cai Ssi, Speleo CAI Lovere, Gruppo
Speleologico Montorfano Cai Ssi, Speleo Valtrompia
Gandosso 24060 (Bg) - Via A. De Gasperi, 11 |
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| Area
di studio |
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L'area
carsica oggetto dello studio si estende tra la Val Cavallina
e la costa bergamasca del Lago di Iseo. Un territorio di circa
90 Km2, che si sviluppa all'interno dei comuni di: Fonteno,
Parzanica, Vigolo, Tavernola, Riva di Solto, Predore, Viadanica,
Adrara e Grone.
Di seguito viene riportato un estratto della carta geologica della
Provincia di Bergamo, in cui si mette in evidenza l'estensione
dell'area carsica interessata dagli studi. |
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La
scelta della zona di studio si è basata precedentemente
sull'analisi a tavolino dei fenomeni carsici conosciuti e successivamente
sull'osservazione in campo dei seguenti elementi:
- formazioni geologiche
tipiche per lo sviluppo di sistemi carsici;
- morfologia superficiale
con presenza di fenomeni epicarsici particolari;
- limitata presenza di corsi d’acqua superficiali permanenti;
- presenza di sorgenti alla base del massiccio con notevoli
variazioni della portata;
- assenza di studi scientifici sull’idrologia ipogea. |
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| Informazioni
generali |
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Il
lago d'Iseo o Sebino è un bacino lacustre dell'
Italia settentrionale, situato in Lombardia. Ha come principale
immissario ed emissario il fiume Oglio.
Ha una superficie di 65,3 km2
e una profondità massima di 251 metri è situato
a 180 m di quota nelle prealpi, posto in fondo alla Val Camonica,
si incunea tra le province di Bergamo e di Brescia ed ospita
la più grande isola lacustre dell'Europa centro-meridionale,
Monte Isola coronata a nord e a sud da due isolotti Loreto
e San Paolo.
In un ampio catino allungato di circa 33,694 chilometri
quadrati è invece
adagiato il Lago d'Endine, interrotto ad est dalla pianura di Piangaiano
e ad ovest, dal primo tratto del fiume Cherio. La profondità non
supera i 20 metri e si origina da sorgenti sotterranee sconosciute,
poste sotto il livello dell’acqua.
L’area all’interno dei due laghi è costituita
prevelentemente da calcari di origine triassica e giurassica,
che possono dare luogo facilmente a fenomeni di diffuso carsismo.
La serie stratigrafica delle formazioni interessate nell’area
comprende le seguenti unità, descritte a partire dal
basso stratigrafico:
- Calcare di Zu (Retico) - calcari marnosi poco carsificabili
- Dolomia a Conchodon (Retico) - calcare molto carsificato
a stratificazione massiva o indistinta
- Calcare di Sedrina (Lias) - calcare scuro a stratificazione
sottile molto regolare con rari noduli di selce e molto carsificabile.
- Calcare di Moltrasio (Lias) - calcare selcifero, spesso
marnoso, molto carsificato.
I rilievi montuosi più elevati sono il Monte Bronzone
(1334 m), il Monte Torrezzo (1378 m), il Monte Pendola (1126m),
il Monte
Boario (1239 m), Il Monte Gremalto (1320 m) e il Monte Ballerino
(1275 m).
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| Introduzione
speleologica |
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La
Zona del Sebino è stata oggetto di sporadiche ricerche
speleologiche nei decenni passati e, nel tempo, sottovalutata
e bistrattata un po’ da tutti i gruppi speleologici:
forse perché i modesti rilievi montuosi non garantiscono
dislivelli da record, e forse perché la Lombardia è ricca
di aree carsiche con prospettive esplorative allettanti.
Nell’area del Sebino, la presenza prevalente di territorio
boschivo, di ricopertura quaternaria e di vegetazione molto fitta,
mettono in difficoltà lo speleologo a reperire ingressi,
soprattutto nelle stagioni calde in cui l’area e diventa
poco penetrabile…
Questi, tra i vari motivi che potrebbero indurre a orientarsi verso
altre zone.
La consulta catastale, riporta che nel trentennio a seguire il
1940 furono esplorate circa una ventina di cavità di modesto
sviluppo. Successivamente, e fino ai giorni nostri, ancora una
ventina di grotte, e, fatta eccezione per la Lacca del Berù (LoBg
3532) che tocca un dislivello di 231 metri e 435 metri di sviluppo,
nessun’altra supera i 100 di profondità, né i
200 di sviluppo.
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| Prologo |
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Nel
2003 il G.S. Valle Imagna Cai-Ssi, su segnalazione di un amico
geologo, visita e scende due cavità verticali
di qualche decina di metri, situate nei pressi di un noto agriturismo
nella valle di Fonteno. Alcuni soci, residenti proprio nelle
vicinanze del Lago d’Iseo convinti del potenziale carsico,
insistono sul dedicare attenzioni più approfondite a
tutta l’area, ma la fervida attività del gruppo è ancora
rivolta a esplorazioni importanti in altre aree carsiche lombarde.
Tutto viene quindi rimandato.
Nell’inverno a cavallo tra il 2005 ed il 2006, il G.S.
Valle Imagna inizia la rivisita e la nuova topografia di tutte
le cavità censite a catasto nei comuni di Fonteno, Vigolo,
Parzanica, Adrara, Predore e Colli di San Fermo. In concomitanza,
vengono trovate circa una decina di grotte nuove, principalmente
nelle valli di Fonteno e Vigolo.
La comunicazione delle novità tramite internet e l’utilizzo
della lista “Speleologia Lombarda”, dà inizio
ad uno scambio di informazioni con altri speleologi regionali.
Gli amici del G.S. Montorfano interessati all’epoca al
M. Menna, ma molto vicini “geograficamente” al
Sebino, ricevono segnalazioni di cavità in zona, informando
di un loro probabile interessamento.
Nel frattempo vengono individuate numerose sorgenti che riversano
le acque nel lago, e alcune di queste con portate considerevoli:
viene così delimitata un’area carsica di circa
90 km quadrati, situata tra il Lago d’Iseo ed il Lago
di Endine, e compresa in un ipotetico cerchio di 12 km di diametro.
La discesa della Laca del Rochel (LoBg1109), una verticale
di circa 70 metri situata nei boschi del comune di Fonteno,
dimostra che esistono “porte” di accesso all’interno
della montagna.
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| Progetto
Sebino: cronologia |
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Anno
2006: Abisso Bueno Fonteno
La grossa mole di lavoro in prospettiva di una seria campagna
di ricerca esplorativa viene nuovamente comunicata ai gruppi
speleologici
lombardi, e in data 27 aprile 2006, si svolge una riunione informale
presso la sede del G.S. Montorfano Cai a Coccaglio. Per l’occasione
vengono invitati anche i gruppi di Lovere (Bg) e della Valtrompia
(Bs).
Lo scambio reciproco di dati ed informazioni, non può che
sfociare nell’intenzione di dare vita ad un progetto di
ricerca in comune, al quale tutti i presenti aderiscono: il G.S.
Valle
Imagna Cai-Ssi, il G.S. Montorfano Cai Coccaglio, lo Speleo Valtrompia
e lo Speleo Cai Lovere.
Il mese di maggio 2006, diventa decisivo per tutto l’evolversi.
Durante ricerche in esterno, a bassa quota (770 m), soci dello
Speleo Cai Lovere scoprono l’ingresso di quello che diventerà l’Abisso
Bueno Fonteno. Sarà la giusta miccia per far esplodere il
progetto e i suoi esploratori: già oltre un chilometro e
mezzo di rilevato dopo tre domeniche, in ambienti veramente vasti
e inusuali per il territorio bergamasco, è la conferma dell’esistenza
di tutto quello che si era ipotizzato.
Gli esploratori si rendono subito conto dell’importanza storica
del ritrovamento, vista la grande distanza (in linea d’aria
ed in qualsiasi direzione), con le ipotetiche risorgenze delle
acque.
Il Progetto nasce in questo momento: sull’intenzione di
condurre uno studio speleologico del grande sistema carsico appena
individuato,
seguendo una seria metodologia di ricerca.
L’idea riceve immediatamente il sostegno e l’interessamento
del Museo Civico di Scienze Naturali di Lovere (Bg), rappresentato
dal Dott. Aldo Avogadri.
I gruppi aderenti immediatamente istituiscono un regolamento interno,
e procedono impostando delle linee generali sulla conduzione delle
ricerche.
L’avvicinarsi dell’estate e di un clima “torrido”,
rende fastidiosa la ricerca in esterno, quindi l’attenzione è rivolta
maggiormente a Bueno Fonteno, che in pochi mesi raggiunge l’incredibile
sviluppo di otto chilometri, con diramazioni aperte in ogni direzione.
In questo periodo viene esplorata la via che dall’ingresso
conduce al fondo di –451 metri, terminante nel profondo Sifone
Smeraldo, il quale riceve acque anche da un altro ignoto corso
d’acqua.
Durante il tragitto vengono scoperti saloni di dimensioni
spropositate: Fonteno Beach, Ciclopico e Mastodont (con altezze
che superano i cento metri), un tratto completamente fossile
e tutto il resto percorso da diversi corsi d’acqua che confluiscono
man mano si scende. Il sifone Smeraldo non verrà superato,
ma percorrendo il fiume che proviene dall’amonte (L’Apoteosi),
si scoprono grosse gallerie di origine freatica, che ricevono
a loro volta altre acque da tre imponenti diramazioni.
Nell’autunno 2006, il Progetto viene presentato all’assemblea
annuale dell’Ente Regionale Speleologico Lombardo (Morterone
24/09/2006), con richiesta di patrocinio.
Nel frattempo si terminano le prime riprese video, grazie all’aiuto
offertoci dal G.S. Valceresio (Va), in modo da poter presentare
la scoperta al ritrovo annuale internazionale di Casola 2006, e
ai comuni compresi nell’area carsica interessata.
Anno 2007
All’inizio dell’anno, l’Ente Regionale Speleologico
Lombardo, concede il proprio patrocinio al progetto.
L’inverno 2006-2007 è caratterizzato da un’esplosione
esplorativa a “tre dimensioni”, e si scopre risalendo
verso l’alto, l’importante nodo di “Terre di
Mezzo”, da cui si dipartono numerose vie che proseguono
verso l’interno del massiccio e che potrebbero direzionarsi
verso la vetta maggiore dell’area, quella del Monte Torrezzo
(1378 m. slm). L’abisso ricopre un’estensione di
1300 metri quadrati… e non è poco…
Verso il basso invece, due importanti diramazioni con corsi
d’acqua
perenni e molto attivi, superano nuovamente i 400 metri di profondità:
l’impegnativo ramo di “Fangul” tocca i –463
metri e termina su sifone (maggior dislivello), e “Hydrospeed” si
ferma a –440 metri, in enormi gallerie allagate, ancora
da percorrere.
Il Progetto Sebino, visto l’interesse crescente da parte
dei vari enti locali, decide di darsi un’identità ben
precisa nell’approfondire le tematiche necessarie a condurre
lo studio idrogeologico del sistema carsico. L’esigenza
di contributi economici è fondamentale per l’acquisto
di materiali speleologici indispensabili per il prosieguo delle
ricerche, così come l’attrezzatura per effettuare
documentari specifici.
Viene costituita un’associazione di promozione sociale
senza scopo di lucro, con atto costitutivo del 10 ottobre 2007,
con le seguenti cariche: Massimo Pozzo (Presidente); Claudio
Forcella (Vicepresidente); Matteo Spisani, Devis Magri e Livio
Palamidese (Consiglieri).
L’obiettivo del Progetto Sebino è lo "Studio
idrogeologico e speleologico del sistema carsico", con
particolare riguardo alla:
-
individuazione delle disponibilità idriche ipogee per
un eventuale utilizzo;
-
valutazione dell’impatto antropico sul sistema idrico;
-
tutela e salvaguardia dell’area carsica in esame.
L’attività di ricerca continua anche in tutta l’area
sebina e vengono ritrovate numerose cavità, circa una
trentina, nei dintorni dell’ingresso di Bueno Fonteno,
ma anche nel settore del comune di Vigolo. Importantissimo è il “Bus
del Zio”, situato sul versante sud della Cargadura (spartiacque
esterno), ma sulla linea ipotetica di scorrimento della falda
acquifera (Fonteno-Tavernola) e quindi probabilmente collegato
idrologicamente con le acque oltresifone di Bueno Fonteno. Anche “Macignopoli” supera
i 130 metri di sviluppo, e sembra molto vicino ad una giunzione
con Bueno Fonteno.
In parallelo, prosegue la revisione e l’aggiornamento catastale
di tutte le cavità presenti nell’area, con nuova
topografia interna e posizionamento tramite Gps.
All’interno di alcune cavità, e soprattutto in Bueno
Fonteno, si effettuano raccolte di fauna troglobia attestando
che la fauna ivi presente sia molto ricca e ancora incontaminata:
sono presenti molti microambienti che costituiscono habitat idoneo
per numerose specie diverse e in alcuni casi è possibile
pensare che si possano trovare anche specie nuove per la scienza.
La presentazione continua del Progetto, sottoforma di serate
divulgative al pubblico, richiama l’attenzione della popolazione
e quindi anche degli enti locali, ne accresce la credibilità e
quindi l’utilità anche sociale degli scopi dello
stesso, a cui viene riconosciuto un piano di bilancio spese,
sostenute e patrocinate da: Provincia di Bergamo, Comunità Montana
Alto Sebino e Comunità Montana Monte Bronzone-Basso
Sebino, Comune di Fonteno, Vigolo e Tavernola.
Anno 2008
L’inverno 2007-2008, è teatro di numerose risalite
in artificiale, dal momento che le vie acquatiche sono proseguibili
esclusivamente tramite immersioni subacquee, soprattutto nelle
diramazioni del fondo. Un’importante regione sotterranea è quella
di “Megasnake”, che non si sa ancora se provenga
dal misterioso Monte Pendola (1126 m slm) o dal Monte Boario
(1239 m slm), e poi “Cattive Acque”, che ritorna
verso il cuore dell’abisso: le loro acque si riversano
dopo la “Straforra”, nel sifone Smeraldo.
Nel tentativo di trovare un passaggio alto che lo superi, viene
percorso sempre in risalita partendo da -450 un altro enorme
ramo denominato “Carrigo”, riversa un abbondante
corso d’acqua nella galleria dell’Apoteosi. La sua
importanza è strategica perché è situato
nell’amonte del sifone e quindi punta l’interno della
Cargadura, ma a +170 si è femi sotto una cascata di 40
metri… inviolata e con ambienti di notevolissime dimensioni.
I rapporti con gli enti locali sono rafforzati da un continuo
aggiornamento e scambio di informazioni, e il sostegno non
tarda a dare risultati per il consolidamento del Progetto:
lavori di
miglioria vengono apportati nei sentieri di avvicinamento,
che vengono messi in sicurezza anche per la popolazione locale,
spesso
in visita all’ingresso dell’abisso. Si procede alla
produzione di un nuovo filmato, e vengono poste le basi per una
immediata rivalutazione di tutto l’ambiente circostante.
In collaborazione con il dott. Bini del Dipartimento Scienze
della Terra, Università di Milano, si da’ inizio
alla raccolta e campionamento dei calcari presenti lungo tutto
il dislivello ricoperto da Bueno Fonteno, e nell’intento
di effettuare un tracciamento delle acque, inizia la ricerca
subacquea nel Lago d’Iseo, individuando sorgenti a 40 metri
di profondità.
Anche in campo biospeleologico ci sono novità importanti:
il prelievo di alcuni campioni indica che la fauna di Bueno Fonteno
sia molto ricca e ancora incontaminata e che sono presenti molti
microambienti che costituiscono habitat idoneo per numerose specie
diverse. In alcuni casi è possibile pensare che si possano
trovare anche specie nuove per la scienza. Si apre così anche
una collaborazione con specialisti e studiosi dell’Università di
Parma.
Bueno Fonteno si avvicina vertiginosamente ai quindici chilometri
di sviluppo, e continua a non dare segno di fermarsi, confermandosi
al momento come la più lunga grotta della bergamasca,
e al sedicesimo tra quelle italiane.
Anno 2009
La ricerca sotterranea continua imperterrita nelle profondità di
Bueno Fonteno, nonostante le avverse condizioni climatiche: le
abbondanti precipitazioni infatti non giovano all’attività speleologica,
trasformando ogni semplice rigagnolo in tumultuoso corso d’acqua
sotterraneo.
Nelle regioni più profonde, si cerca ancora la via per
superare i sifoni: vengono affrontate tutte le risalite artificiali
possibili, nell’intento di trovare gallerie a livelli superiori
fossili, che ridiscendano poi oltresifone. Una grossa sorpresa è la
zona di Collosso: un’inaspettata serie di ambienti di grandi
dimensioni, che si muovono parallelalmente alle vie principali
finora conosciute. Verso l’alto, una misteriosa serie
di cascate sgorga da soffitti ancora inesplorati, e regala
centinaia
di metri nuovi.
Anche nelle regioni “amonte” si continua a macinare
metri nuovi, nella speranza di trovare un secondo ingresso: nuove
diramazioni nella zona di Rotohills (Frollohill) e Fantator,
dirigono in ambienti più impervi, verso Macignopoli e
Friggido, due cavità di recente scoperta.
In altri settori dell’area di ricerca, bisogna sempre considerare
le novità da Vigolo, dove la Grotta For-mai Forever si
avvicina al centinaio di metri, con un nuovo meandro inesplorato
ancora in fase di bonifica (molto stretto…).
L’attività catastale prosegue a tutto spiano: sono
circa 80 le cavità censite, regolarmente posizionate e
topografate. Novità anche da Predore e San Fermo: ipotetici
nuovi ingressi da allargare, lasciano presagire ulteriori sviluppi.
Viene presa in esame tutta l’area riguardante i Colli di
S. Fermo, fino al comune di Grone (che concede formale patrocinio),
dove è situata un’importante risorgenza carsica
dal nome Acqua Sparsa, verso la quale le acque potrebbero confluire... |
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