Gruppo Speleologico Valle Imagna Cai-Ssi
La fondazione risale al 12 dicembre 1996: dopo quasi un anno di preparativi e riunioni, i due promotori, Damiano Frosio e Piero Cattaneo, assieme al Consiglio Direttivo della Sottosezione CAI Valle Imagna, danno vita al Gruppo Speleologico.

Dopo il giusto periodo di attività “di preparazione”, visitando le grotte più conosciute della provincia, si passò ai corsi di “perfezionamento tecnico” e di “rilievo topografico”, portando così una maggior “cultura” all’interno del sodalizio. La voglia di trovare nuova cavità e l’idea di “ricerca” venne di conseguenza e prese piede.

Nel 1997, l’organizzazione del 1° Corso di Introduzione alla Speleologia, promosso poi ogni anno a seguire sotto l’egida del C.A.I., e l’esplorazione del “Bus del Ciarì” (circa 600 metri, con scoperta di reperti ossei umani…). Il Gruppo prende consapevolezza dei propri mezzi e i soci cominciano a “divertirsi sul serio”.

Assieme alla Comunità Montana della Valle Imagna, e allo S.C.O. CAI di Bergamo, si stipula un regolamento di accesso guidato alla grotta “Il Forgnone” e alla “Grotta Europa”. Il Gruppo diventa promotore di uscite didattiche collaborando con tutte le scuole della Valle Imagna e parte della bergamasca.

Nel 1999 è di rilievo l’organizzazione del XV Congresso di Speleologia Lombarda (1/2 Ottobre 1999), manifestazione che non si ripeteva dal 1992, alla quale hanno partecipato quasi tutti i gruppi speleologici lombardi.

All’arrivo del 2000 l’organico si arricchisce di nuovi soci, e di speleologi “navigati” provenienti da altri gruppi bergamaschi, che hanno portato esperienza e iniziative nuove: l’attività subisce un’impennata notevolissima, e grossi risultati arrivano sia dalla Valle Imagna (oltre cento nuove grotte) che da altre aree carsiche lombarde.

In Costa del Palio si concludono i tracciamenti delle acque accertandone il sistema, con centinaia di metri nuovi nelle grotte Alaska (1,7 km) e Bus de la Siberia (1,6 km); l’Abisso Ubalda è una verticale unica di 116 metri e stabilisce un primato, nella Grotta del Forgnone si trovano nuove importanti diramazioni, portandone lo sviluppo a quasi 3 km.
L’Alieno è la rivista interamente a colori in cui viene pubblicata l’attività, e viene spedita a tutti i gruppi speleologici italiani, ai più significativi nel mondo, nonché a tutte le università italiane.

I campi esplorativi nel massiccio della Presolana, permettono di scoprire oltre 120 nuove grotte, tra cui l’Abisso Men In Black, che tocca i 321 metri di profondità. In valle Brembana si apre la campagna esplorativa nel complesso di Dossena.

Il triennio fino al 2005 è ricco di continue partecipazioni a ambiziosi progetti di ricerca: il Gruppo è tra i promotori dell’associazione “InGrigna!” (composta da diversi gruppi lombardi), che porta l’Abisso Kinder Brioschi a oltre 900 metri di profondità, e nell’area carsica del Pian del Tivano, contribuisce alle esplorazioni del grande complesso (Abisso Fornitori-Grotta Stoppani ora circa 37 km di sviluppo).

Nella zona di Dossena, vengono effettuate importanti giunzioni tra abissi, ed il tracciamento delle acque interne permette di accertarne l’idrostruttura fino alle sorgenti. Il sistema Croasa dell’Era-Abisso di Val Cadur supera i 3 km di sviluppo e l’Abisso Puerto Escondido svela più di 1 km nuovo. Viene pubblicata una monografia sull’intera area carsica nel terzo numero della rivista ufficiale. Tutto culmina con la realizzazione dell’incontro Internazionale di Speleologia “Imagna!2005 – Esplorando” e “Imagna!2008 – Esplorando e Divulgando”.

E’ inutile specificare che le ricerche esplorative sono spesso state condotte assieme ad altri gruppi speleologici lombardi e non: questo a dimostrazione che l’idea primaria del Gruppo rimane la ricerca e la conoscenza del sottosuolo, anteposta a desideri di primato.
Il Gruppo prosegue nella meticolosa ricerca e aggiornamento del catasto, spaziando in quasi tutte le aree carsiche della provincia: anche se di minore importanza, continue sono le novità negli ultimi anni in Val Brembilla e Valle Imagna, ma dal 2005 in poi, lo sforzo esplorativo maggiore è riposto nella partecipazione al Progetto Sebino.