All’alba
del quinto anno dalla costituzione, il Progetto
Sebino aggiunge nuovi risultati ormai a 360 gradi
nell’ambito della ricerca. Ottiene patrocinio
dai comuni di Tavernola e Villongo, dal Museo
della Val Cavallina, dalla nuova Comunità Montana
dei Laghi Bergamaschi, dal Consorzio per la Tutela
delle Acque dei laghi d’Iseo, Endine e
Moro, dalla Servizi Comunali SpA di Sarnico e
dal Museo di Scienze Naturali di Parma, in collaborazione
all’Università di Parma per la ricerca
biospeleologica, che assume connotazione sempre
più scientifica. Nell’ambito del “Progetto
Integrato – Osservatorio per le aree carsiche”,
approvato dalla Regione Lombardia in collaborazione
con la Federazione Speleologica Lombarda, il “Tracciamento
delle acque sotterranee del Sebino”, ne
diviene Progetto Pilota, e deve effettuarsi entro
il termine dell’anno.
Nuovi soci subentrano a dare manforte, e tra questi
molto attivi un nucleo di giovani di Fonteno.
Sottoterra le esplorazioni proseguono a ritmo costante,
e vengono esplorate nuove centinaia di metri, soprattutto
in seguito a imponenti risalite in artificiale. Il
Salone di Mastodont viene risalito per 125 metri.
All’estremo amonte del “mostro”,
l’ultimo bivio per Gran Rondò regala
sempre dopo “artificiali” la lunga diramazione
di Ariasanta, che si inoltra per un nuovo chilometro
posizionandosi cento metri sotto la superficie della
località “Bressana”. Sempre più verso
il M. Torrezzo.
Poi è la volta delle risalite sopra il salone
Ciclopico, che vengono riprese prima fino a + 140
metri (Spectacular) e poi sempre nello stesso megasalone,
a + 210 metri dalla base, in una nuova grande diramazione
su faglia (Estigazzi): una forretta alla sommità porta
sotto al misterioso camino Binocolo a pochi metri
dalla superficie.
Bueno Fonteno tocca i 18 chilometri di sviluppo e
i 502 metri di dislivello.
Durante l’inverno, vengono aperti anche diversi
ingressi soffianti nei dintorni, ma con faticosissimi
lavori di scavo e scarsi risultati, nonostante tutti
i buchi siano “soffianti”.
La ricerca si allarga minuziosamente anche nel settore
di S. Fermo e Grone, intenzionati a trovare nuove
vie verso la Sorgente Aquasparsa, mentre misurazioni
ipotetiche sul percorso delle acque rendono più probabile
ol collegamento con gli acquedotti di Tavernola.
L’enigma si infittisce e diventa sempre più affascinante.
L’interesse al Progetto ormai riguarda tutti
e due i laghi confinanti con l’area, e i rispettivi
Enti Locali vi partecipano, organizzando serate a
tema in diverse manifestazioni. Il Museo della ValCavallina
organizza una mostra speleologica semi-permanente
a cura del Progetto Sebino.
Si sperimentano nuovi materiali e diverse ditte di
indumenti tecnici intimi si prestano a far testare
i loro capi nelle lunghe permanenze sotterranee.
La costante “bagnata” all’interno
dell’abisso, stimola e spinge a ricercare capi
sempre più tecnici e adatti a simili caratteristiche.
Lungo le principali verticali, in cui i torrenti
diventavano rischiosi in caso di forti precipitazioni,
vengono letteralmente “intubati” i corsi
d’acqua, ed il percorso principale viene “armato” con
maggior sicurezza. Anche l’ingresso viene “sistemato” per
facilitare l’intervento di eventuali soccorsi
in caso di necessità.
Viene progettato un percorso lungo cui sistemare
un collegamento telefonico perenne tra l’Abisso
e l’esterno, con ponte radio fino alla vicina
sede della Protezione Civile. Si pubblica una piccola
rivista per le scuole primarie e secondarie, in collaborazione
con il Consorzio per la Gestione delle Acque dei
Laghi d’Iseo, Endine e Moro.Un socio produce
e pubblica una colonna sonora intitolata “Bueno
Fonteno – Electronica Speleologica”,
dedicandola all’Abisso. Il primo film documentario
(Viaggio al Centro del Sebino), diventa realtà,
e a tracciamento effettuato, inizieranno i lavori
per una prima monografia cartacea.
Aspettando il verdetto dei traccianti.
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