Attività Anno 2010
All’alba del quinto anno dalla costituzione, il Progetto Sebino aggiunge nuovi risultati ormai a 360 gradi nell’ambito della ricerca. Ottiene patrocinio dai comuni di Tavernola e Villongo, dal Museo della Val Cavallina, dalla nuova Comunità Montana dei Laghi Bergamaschi, dal Consorzio per la Tutela delle Acque dei laghi d’Iseo, Endine e Moro, dalla Servizi Comunali SpA di Sarnico e dal Museo di Scienze Naturali di Parma, in collaborazione all’Università di Parma per la ricerca biospeleologica, che assume connotazione sempre più scientifica. Nell’ambito del “Progetto Integrato – Osservatorio per le aree carsiche”, approvato dalla Regione Lombardia in collaborazione con la Federazione Speleologica Lombarda, il “Tracciamento delle acque sotterranee del Sebino”, ne diviene Progetto Pilota, e deve effettuarsi entro il termine dell’anno.
Nuovi soci subentrano a dare manforte, e tra questi molto attivi un nucleo di giovani di Fonteno.

Sottoterra le esplorazioni proseguono a ritmo costante, e vengono esplorate nuove centinaia di metri, soprattutto in seguito a imponenti risalite in artificiale. Il Salone di Mastodont viene risalito per 125 metri. All’estremo amonte del “mostro”, l’ultimo bivio per Gran Rondò regala sempre dopo “artificiali” la lunga diramazione di Ariasanta, che si inoltra per un nuovo chilometro posizionandosi cento metri sotto la superficie della località “Bressana”. Sempre più verso il M. Torrezzo.

Poi è la volta delle risalite sopra il salone Ciclopico, che vengono riprese prima fino a + 140 metri (Spectacular) e poi sempre nello stesso megasalone, a + 210 metri dalla base, in una nuova grande diramazione su faglia (Estigazzi): una forretta alla sommità porta sotto al misterioso camino Binocolo a pochi metri dalla superficie.
Bueno Fonteno tocca i 18 chilometri di sviluppo e i 502 metri di dislivello.

Durante l’inverno, vengono aperti anche diversi ingressi soffianti nei dintorni, ma con faticosissimi lavori di scavo e scarsi risultati, nonostante tutti i buchi siano “soffianti”.
La ricerca si allarga minuziosamente anche nel settore di S. Fermo e Grone, intenzionati a trovare nuove vie verso la Sorgente Aquasparsa, mentre misurazioni ipotetiche sul percorso delle acque rendono più probabile ol collegamento con gli acquedotti di Tavernola.

L’enigma si infittisce e diventa sempre più affascinante.

L’interesse al Progetto ormai riguarda tutti e due i laghi confinanti con l’area, e i rispettivi Enti Locali vi partecipano, organizzando serate a tema in diverse manifestazioni. Il Museo della ValCavallina organizza una mostra speleologica semi-permanente a cura del Progetto Sebino.

Si sperimentano nuovi materiali e diverse ditte di indumenti tecnici intimi si prestano a far testare i loro capi nelle lunghe permanenze sotterranee. La costante “bagnata” all’interno dell’abisso, stimola e spinge a ricercare capi sempre più tecnici e adatti a simili caratteristiche.

Lungo le principali verticali, in cui i torrenti diventavano rischiosi in caso di forti precipitazioni, vengono letteralmente “intubati” i corsi d’acqua, ed il percorso principale viene “armato” con maggior sicurezza. Anche l’ingresso viene “sistemato” per facilitare l’intervento di eventuali soccorsi in caso di necessità.

Viene progettato un percorso lungo cui sistemare un collegamento telefonico perenne tra l’Abisso e l’esterno, con ponte radio fino alla vicina sede della Protezione Civile. Si pubblica una piccola rivista per le scuole primarie e secondarie, in collaborazione con il Consorzio per la Gestione delle Acque dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro.Un socio produce e pubblica una colonna sonora intitolata “Bueno Fonteno – Electronica Speleologica”, dedicandola all’Abisso. Il primo film documentario (Viaggio al Centro del Sebino), diventa realtà, e a tracciamento effettuato, inizieranno i lavori per una prima monografia cartacea.

Aspettando il verdetto dei traccianti.