Nel
2003 il G.S. Valle Imagna Cai-Ssi, su segnalazione
di un amico geologo, visita e scende due cavità verticali
di qualche decina di metri, situate nei pressi
di un noto agriturismo nella valle di Fonteno.
Alcuni soci, residenti proprio nelle vicinanze
del Lago d’Iseo convinti del potenziale
carsico, insistono sul dedicare attenzioni più approfondite
a tutta l’area, ma la fervida attività del
gruppo è ancora rivolta a esplorazioni
importanti in altre aree carsiche lombarde.
Tutto
viene quindi rimandato.
Nell’inverno a cavallo tra il 2005 ed il
2006, il G.S. Valle Imagna inizia la rivisita e
la nuova topografia di tutte le cavità censite
a catasto nei comuni di Fonteno, Vigolo, Parzanica,
Adrara, Predore e Colli di San Fermo. In concomitanza,
vengono trovate circa una decina di grotte nuove,
principalmente nelle valli di Fonteno e Vigolo.
La
comunicazione delle novità tramite internet
e l’utilizzo della lista “Speleologia
Lombarda”, dà inizio ad uno scambio
di informazioni con altri speleologi regionali.
Gli amici del G.S. Montorfano interessati all’epoca
al M. Menna, ma molto vicini “geograficamente” al
Sebino, ricevono segnalazioni di cavità in
zona, informando di un loro probabile interessamento.
Nel frattempo vengono individuate numerose sorgenti
che riversano le acque nel lago, e alcune di queste
con portate considerevoli: viene così delimitata
un’area carsica di circa 90 km quadrati,
situata tra il Lago d’Iseo ed il Lago di
Endine, e compresa in un ipotetico cerchio di 12
km di diametro.
La discesa della Laca del Rochel
(LoBg1109), una verticale di circa 70 metri situata
nei boschi
del comune di Fonteno, dimostra che esistono “porte” di
accesso all’interno della montagna. |